Come funziona l’LEI nella pratica nell’UE

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Come funziona l'LEI nel sistema finanziario e nell'infrastruttura normativa dell'UEPerché l’LEI non è solo un requisito formale

Molte società si imbattono per la prima volta nel codice LEI quando una banca, un broker o un altro fornitore di servizi finanziari comunica loro che ne hanno bisogno. Spesso il requisito sembra solo un altro passaggio formale prima di poter procedere con una transazione. Dal punto di vista di un’impresa, l’LEI può apparire come un semplice numero senza un chiaro valore pratico.

In realtà, il Legal Entity Identifier (LEI) funge da identificativo globale per le entità giuridiche. I mercati finanziari e le autorità di regolamentazione di tutto il mondo fanno affidamento su di esso. L’Unione Europea ha adottato ampiamente l’LEI perché collega transazioni, controparti e rischi in modo chiaro e leggibile meccanicamente. Questa struttura consente alle autorità di vigilare sui mercati in modo automatico, su scala transfrontaliera e globale.

Perché le società nell’UE devono avere un LEI

I mercati finanziari nell’Unione Europea gestiscono un grande volume di transazioni che coinvolgono entità giuridiche. Queste transazioni includono molto più della semplice compravendita di azioni. I partecipanti al mercato scambiano derivati, organizzano operazioni di finanziamento tramite titoli, forniscono garanzie finanziarie ed eseguono pagamenti transfrontalieri e in tempo reale.

Le autorità di vigilanza hanno bisogno di qualcosa di più della semplice conferma dell’avvenuta transazione. Devono sapere chi ha partecipato, se tali parti operano in più paesi, quali strumenti utilizzano e quanto rischio si assumono. Senza un identificativo standardizzato, le autorità non possono collegare queste informazioni in modo affidabile.

I nomi delle società non risolvono questo problema. I nomi possono apparire simili, cambiare nel tempo o differire tra le lingue. L’LEI elimina questa ambiguità. Fornisce a ogni entità giuridica un identificativo standardizzato e leggibile meccanicamente che le autorità e i partecipanti al mercato utilizzano in modo coerente in tutta l’Unione Europea.

Cosa succede dopo che una società ottiene un LEI

L’LEI non è un documento separato che una società presenta a un’autorità di regolamentazione. Al contrario, l’LEI opera a livello di transazione. Quando una società partecipa a una transazione soggetta a obblighi di segnalazione, l’entità segnalante include l’LEI nei dati della transazione.

Da quel momento, l’LEI viaggia con i dati della transazione lungo tutta la catena di vigilanza. Funge da chiave che collega informazioni provenienti da fonti diverse. La società non deve intraprendere ulteriori azioni. Tuttavia, l’LEI svolge un ruolo centrale all’interno del sistema normativo.

Come le banche e i fornitori di servizi utilizzano l’LEI nella pratica

Nell’Unione Europea, di solito le società non segnalano le proprie transazioni. Banche, imprese di investimento e altri fornitori di servizi regolamentati effettuano le segnalazioni per loro conto. Regolamenti come MiFID II, MiFIR, EMIR e SFTR definiscono quali transazioni devono essere segnalate e in quale formato.

Il fornitore di servizi raccoglie i dettagli della transazione, aggiunge i codici LEI delle controparti e invia la segnalazione al sistema di vigilanza. L’LEI costituisce un elemento di dato obbligatorio in molti casi. Se l’LEI manca, è scaduto o non è coerente con i dati del registro, la segnalazione non soddisfa i requisiti tecnici. Di conseguenza, il sistema non può elaborare correttamente la transazione.

Dove confluiscono i dati delle transazioni nell’UE e come l’LEI li supporta

Nella maggior parte dei casi, gli istituti finanziari segnalano inizialmente le transazioni all’autorità nazionale di vigilanza del paese in cui operano. L’autorità nazionale raccoglie e convalida le segnalazioni. Verifica la conformità tecnica e inoltra i dati ai sistemi a livello UE, a seconda del regolamento e del tipo di transazione.

A livello europeo, le autorità non centralizzano tutti i dati in un unico sistema. Al contrario, diverse istituzioni gestiscono set di dati differenti in base ai propri mandati.

Per le transazioni in titoli, la trasparenza del mercato e la vigilanza sugli abusi di mercato, i dati confluiscono principalmente nei sistemi dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA). L’ESMA utilizza l’LEI per collegare le attività della stessa entità giuridica tra le diverse sedi di negoziazione e gli Stati membri. Questo approccio consente all’ESMA di individuare modelli e rischi che un singolo paese potrebbe non identificare da solo. Le segnalazioni ai sensi di MiFID II e MiFIR, così come i dati delle imprese di investimento e delle sedi di negoziazione, rientrano in questo quadro di vigilanza.

Nel contesto bancario e dei pagamenti, i quadri di vigilanza della Banca Centrale Europea si basano su dati aggregati per valutare il rischio sistemico, la stabilità finanziaria e i flussi di capitale transfrontalieri. Le banche e i fornitori di servizi di pagamento forniscono i dati delle transazioni sottostanti. L’LEI consente ai supervisori di consolidare le informazioni a livello di entità giuridica, anche quando le transazioni avvengono tramite banche diverse in stati membri differenti.

L’Autorità bancaria europea svolge un ruolo chiave nella definizione degli standard di vigilanza e delle norme tecniche. Sebbene l’EBA non raccolga singole segnalazioni di transazioni per la vigilanza operativa, definisce i quadri normativi e gli standard tecnici che regolano il modo in cui le banche e le autorità implementano l’LEI nella pratica.

L’LEI non funge da strumento antiriciclaggio autonomo. Tuttavia, supporta la conformità e la vigilanza basata sul rischio. L’LEI collega le transazioni a specifiche entità giuridiche, anche quando tali entità operano in più giurisdizioni o utilizzano più fornitori di servizi. Questa struttura supporta l’analisi AML perché le autorità possono valutare modelli sospetti a livello di entità invece di affidarsi solo a nomi o numeri di conto. L’LEI rende tale analisi tecnicamente possibile e scalabile in tutta l’Unione Europea.

L’LEI nei quadri di pagamento dell’UE e il VoP

Il ruolo dell’LEI continua a espandersi oltre la tradizionale segnalazione di titoli e derivati. L’Unione Europea ha introdotto nuovi requisiti per migliorare la velocità, la sicurezza e la trasparenza dei pagamenti, in particolare negli ambienti di pagamento transfrontalieri e istantanei.

Uno sviluppo chiave è la Verifica del Beneficiario (VoP – Verification of Payee). In base a questo quadro, i fornitori di servizi di pagamento devono verificare se il nome del beneficiario corrisponde all’effettivo titolare del conto prima di eseguire un pagamento. Ciò riduce le frodi e gli errori di elaborazione e consente ai sistemi di pagamento di operare in modo più automatizzato e affidabile.

Questi requisiti fanno parte del Regolamento UE sui pagamenti istantanei (Regolamento (UE) 2024/886), che stabilisce il quadro giuridico per i bonifici istantanei in euro in tutta l’Unione Europea.

Quando le società agiscono come controparti di pagamento, l’LEI supporta l’identificazione univoca dell’entità giuridica. Consente un abbinamento strutturato e leggibile meccanicamente tra giurisdizioni e istituti finanziari. In questo modo, l’LEI si integra nella più ampia infrastruttura dei pagamenti dell’UE anziché funzionare come un elemento di segnalazione isolato.

Perché alcune transazioni non possono procedere senza un LEI

Il sistema di vigilanza dell’UE si basa sull’elaborazione automatizzata e leggibile meccanicamente dei dati. Senza l’LEI, le autorità non possono consolidare e confrontare le transazioni a livello di entità giuridica in modo affidabile. I supervisori dovrebbero affidarsi a processi manuali, il che aumenterebbe gli errori e creerebbe opportunità di abuso.

Per questo motivo, ottenere un numero LEI valido diventa un prerequisito per molte transazioni regolamentate. O la transazione soddisfa i requisiti tecnici e normativi, incluso un LEI valido ove richiesto, oppure il sistema non può elaborarla correttamente.

Conclusione

Per una società, l’LEI può apparire come un obbligo richiesto per completare una transazione. Dal punto di vista dell’Unione Europea, tuttavia, l’LEI fa parte dell’infrastruttura operativa del sistema finanziario. Consente la vigilanza automatizzata, l’integrazione dei dati transfrontalieri e una valutazione del rischio più efficace.

L’LEI non è solo un numero. Funge da strumento pratico che consente alle banche e alle autorità di regolamentazione di monitorare i mercati finanziari in modo coerente e affidabile.