Codice Fiscale, Partita IVA e LEI: differenze per le imprese

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Codice Fiscale, Partita IVA e codice LEI per le imprese in Italia

Codice Fiscale, Partita IVA e codice LEI per le imprese: come funzionano in Italia

Le imprese che operano in Italia utilizzano diversi codici di identificazione. Ognuno di questi ha una funzione specifica e un ruolo giuridico distinto. I più comuni sono il Codice Fiscale e la Partita IVA. In alcuni contesti particolari entra però in gioco anche il codice LEI, che ha una natura completamente diversa.

Spesso questi codici vengono confusi. Tuttavia, non sono intercambiabili. Al contrario, rispondono a esigenze differenti. Inoltre, è fondamentale distinguere tra codici statali e identificatori non statali.
Questo testo è dedicato esclusivamente alle imprese. Non tratta i casi delle persone fisiche. L’obiettivo è spiegare perché un’impresa ha in Italia un Codice Fiscale e una Partita IVA e perché, in determinate situazioni, può essere richiesto anche un codice LEI.

Perché le imprese in Italia utilizzano più codici di identificazione

Il sistema giuridico italiano distingue chiaramente tra identità fiscale, attività economica e obblighi amministrativi. Per questo motivo vengono utilizzati codici diversi.

Il Codice Fiscale e la Partita IVA nascono da esigenze dello Stato italiano. Servono alla gestione fiscale e amministrativa delle imprese. Il codice LEI, invece, nasce da esigenze del sistema finanziario internazionale e opera al di fuori del perimetro statale.

Di conseguenza, per un’impresa non si tratta di scegliere un codice al posto di un altro. Si tratta piuttosto di comprendere ruoli diversi che possono coesistere senza sovrapporsi.

Codice Fiscale dell’impresa come identità fiscale nazionale

Il Codice Fiscale è un identificatore fiscale nazionale rilasciato dallo Stato italiano a tutte le persone giuridiche registrate in Italia. Rappresenta l’identità fiscale ufficiale dell’impresa nei registri pubblici e nei sistemi amministrativi statali.

Per un’impresa, il Codice Fiscale viene utilizzato principalmente nei rapporti con le autorità pubbliche. È richiesto in fase di costituzione, nei rapporti con l’Agenzia delle Entrate, nella stipula di contratti e nei rapporti bancari. Attraverso il Codice Fiscale, lo Stato identifica in modo univoco l’esistenza giuridica dell’impresa.

È importante sottolineare che il Codice Fiscale è un codice esclusivamente statale. Viene rilasciato dallo Stato italiano e il suo utilizzo è limitato al contesto amministrativo e fiscale nazionale. Non è concepito per l’uso internazionale né per l’identificazione delle imprese nei mercati finanziari globali.

Partita IVA dell’impresa come numero nazionale per l’attività economica

La Partita IVA è anch’essa un codice nazionale rilasciato dallo Stato italiano. Tuttavia, la sua funzione è diversa rispetto a quella del Codice Fiscale. La Partita IVA è legata all’esercizio dell’attività economica e alla gestione dell’imposta sul valore aggiunto.

Un’impresa ottiene la Partita IVA quando avvia un’attività economica soggetta a IVA. Questo codice è necessario per emettere fatture, applicare l’IVA, presentare le dichiarazioni fiscali e adempiere agli obblighi previsti dalla normativa italiana.

Anche la Partita IVA è un codice statale. Il suo ambito è fiscale e amministrativo. Inoltre, opera nel sistema IVA italiano e in quello dell’Unione Europea. Tuttavia, non si tratta di un identificatore finanziario internazionale e non serve a identificare l’impresa nei mercati finanziari globali.

Il rapporto tra Codice Fiscale e Partita IVA per le imprese

Nella pratica, molte imprese italiane hanno un Codice Fiscale e una Partita IVA che coincidono numericamente. Questo può creare confusione. Tuttavia, dal punto di vista giuridico, le funzioni restano distinte.

Il Codice Fiscale identifica l’impresa come soggetto fiscale all’interno dell’ordinamento italiano. La Partita IVA identifica invece l’impresa come soggetto che esercita un’attività economica con obblighi IVA. La coincidenza del numero non modifica questa distinzione.

Codice LEI per le imprese come identificatore internazionale non statale

Il codice LEI, acronimo di Legal Entity Identifier, è di natura completamente diversa rispetto al Codice Fiscale e alla Partita IVA. Il LEI non è un codice statale e non viene rilasciato da alcuna autorità nazionale, inclusa l’Italia.

Si tratta di un identificatore internazionale standardizzato utilizzato per identificare le persone giuridiche nei mercati finanziari globali. Il codice LEI non è un codice fiscale e non è collegato ai sistemi amministrativi o tributari nazionali. Inoltre, non sostituisce il Codice Fiscale né la Partita IVA.

Origine del codice LEI e contesto internazionale

Il sistema LEI nasce in seguito alla crisi finanziaria globale del 2008. Durante quella crisi emerse un problema strutturale: le autorità di vigilanza non disponevano di un metodo univoco per identificare le imprese coinvolte nelle transazioni finanziarie internazionali.

La stessa impresa poteva apparire con denominazioni e codici diversi in Paesi e sistemi differenti. Di conseguenza, l’analisi dei rischi e la supervisione dei mercati risultavano complesse e frammentate.

Per rispondere a questa esigenza, i Paesi del G20 e le autorità di vigilanza finanziaria promossero la creazione di un identificatore globale. L’obiettivo non era istituire un registro statale, ma definire uno standard internazionale neutrale e condiviso.

Il sistema LEI è coordinato dalla Global Legal Entity Identifier Foundation, un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro. La GLEIF non è un ente governativo e non rappresenta alcuno Stato. Il suo compito è garantire che il sistema LEI funzioni secondo regole uniformi e che i dati siano affidabili, aggiornati e pubblicamente accessibili.

Per un approfondimento specifico sul contesto nazionale, è possibile consultare l’articolo dedicato al codice LEI per le aziende italiane.

Come funziona il sistema LEI per le imprese

Il codice LEI è un codice alfanumerico di 20 caratteri, univoco per ogni persona giuridica. Attraverso il LEI è possibile consultare le informazioni di base dell’impresa, come la denominazione ufficiale, il Paese di registrazione e i dati di registrazione.

Inoltre, il sistema include informazioni sulla struttura proprietaria. Questo consente di comprendere le relazioni tra le diverse entità appartenenti allo stesso gruppo.

I dati LEI sono pubblici. Per questo motivo vengono utilizzati da banche, piattaforme di investimento, controparti contrattuali e autorità di vigilanza in tutto il mondo.

Quando un’impresa può avere bisogno del codice LEI nell’Unione Europea

Sebbene il codice LEI non sia statale né obbligatorio in senso generale, nell’Unione Europea è in molti casi praticamente indispensabile in ambito finanziario.

Un esempio concreto è l’apertura di un conto titoli o di un conto di investimento intestato a un’impresa. Quando un’impresa desidera operare su strumenti finanziari come azioni o obbligazioni, le banche e le piattaforme di investimento devono identificare le controparti in modo univoco.

In questo contesto, i codici nazionali come il Codice Fiscale e la Partita IVA non sono sufficienti. Non sono infatti standardizzati a livello internazionale. Per questo motivo viene richiesto il codice LEI, che rappresenta l’unico identificatore delle persone giuridiche riconosciuto in modo uniforme nei mercati finanziari globali.

Perché il codice LEI non è statale ma è ampiamente riconosciuto

La forza del codice LEI risiede nella sua neutralità. Non è legato a un singolo sistema fiscale o amministrativo nazionale. Questo consente di utilizzare lo stesso identificatore nelle transazioni finanziarie internazionali, indipendentemente dal Paese di origine dell’impresa.

Per questo motivo, il LEI è oggi l’unico identificatore delle persone giuridiche ampiamente accettato nei mercati finanziari internazionali e richiesto in specifici contesti regolamentati. Allo stesso tempo, resta sempre complementare ai codici nazionali.

Conclusione dal punto di vista delle imprese

Le imprese in Italia dispongono di un Codice Fiscale e di una Partita IVA perché si tratta di codici statali necessari per l’esistenza giuridica, la fiscalità e l’esercizio dell’attività economica nel sistema nazionale.

Il codice LEI, invece, non è un codice statale né fiscale. È uno standard internazionale creato per garantire trasparenza e affidabilità nei mercati finanziari globali.
Comprendere le differenze tra questi codici aiuta le imprese a orientarsi tra obblighi nazionali e requisiti internazionali e a evitare equivoci su quando e perché ciascun codice viene richiesto.

Per chiarire ulteriori dubbi pratici e terminologici, è disponibile anche una sezione di FAQ sul codice LEI, che raccoglie le risposte alle domande più frequenti.